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Dipingo perché
è il mio modo
di stare al mondo
La pittura,
per me non è rappresentazione,
è presenza.
È uno spazio in cui posso ascoltare, attraversare, trasformare ciò che sento senza doverlo spiegare. Lavoro con il colore come materia viva. Stratifico, tolgo, aggiungo, lascio emergere. Ogni tela è un dialogo tra controllo e abbandono, tra intenzione e sorpresa.
Nel mio percorso artistico la pittura è diventata anche uno strumento di relazione. Non la considero un gesto solitario, ma un atto che può aprire connessioni profonde tra le persone. Quando porto la pittura nei laboratori, nelle scuole, nei centri di cura o nei progetti collettivi, non cerco il risultato estetico perfetto.
Cerco autenticità,
cerco verità.
Cerco quello spazio fragile e potente in cui qualcuno si riconosce attraverso un colore. Ho vissuto e lavorato in contesti diversi, tra Italia, Germania e Australia.
Ogni esperienza ha ampliato il mio sguardo, ma la pittura è sempre rimasta il mio centro. Credo in un’arte accessibile, che non intimorisce ma accoglie. Un’arte che può abitare una galleria, un muro, una scuola o una stanza di cura con la stessa dignità.
Dipingo per creare spazio.
Spazio di espressione.
Spazio di incontro.
Spazio di possibilità.
E continuo a farlo con la stessa curiosità di quando ho iniziato.